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Interrogazione parlamentare dell'On. Bernini
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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15655 CAMERA

Camera dei Deputati

Legislatura 17

ATTO CAMERA Sindacato Ispettivo

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA: 4/15655

presentata da BERNINI MASSIMILIANO il 21/02/2017

nella seduta numero 745

Stato iter : IN CORSO

Ministero destinatario: MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MAREMINISTERO DELLA SALUTE

Attuale Delegato a rispondere :MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, data delega 21/02/2017INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15655 CAMERA Stampato il 25/02/2017

 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-15655

presentato da BERNINI Massimiliano

testo di MASSIMILIANO BERNINI

Martedì 21 febbraio 2017, seduta n. 745

 

Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

 

sulla situazione ambientale del lago di Bolsena l'interrogante ha presentato l'interrogazione a risposta scritta n. 4-05914 alla quale è stata data risposta il 9 ottobre 2015;

 

l'Associazione lago di Bolsena ha collaborato nel 2009 al piano di gestione finanziato dall'Unione europea coordinato dall'università della Tuscia e approvato dalla provincia di Viterbo;

 

secondo i monitoraggi dell'Associazione lago di Bolsena, lo stato ecologico del lago è degradato gravemente, in particolare a causa della concentrazione di fosforo, l'elemento nutriente principale del fitoplancton e quindi della catena alimentare lacustre, che è in continuo aumento. Nel dicembre 2016 al fondo del lago è stato registrato uno strato senza ossigeno di 9 metri, poi scomparso nel gennaio 2017 a causa del freddo e del vento di tramontana che fortunatamente ha rimescolato le acque, ma purtroppo tanti danni ha prodotto nell'Italia centrale;

 

lo strato anossico è temporaneamente scomparso, ma è rimasta l'alta concentrazione di fosforo che in futuro causerà nuovi stati di anossia. Ciò significa che il lago è sulla strada di un drastico cambiamento ecologico che sarebbe difficilmente reversibile, con gravi conseguenze ambientali ed economiche;

 

il fosforo giunge al lago dalle attività umane presenti nel bacino idrogeologico, quali l'agricoltura intensiva e le perdite di liquami urbani dal sistema fognario. L'eccesso di fosforo totale nel lago può causare assenza di ossigeno nello strato di acqua al fondo per cui le sostanze organiche che vi si depositano entrano in putrefazione;

 

nella risposta alla precedente interrogazione si faceva notare che, in base ai risultati dei monitoraggi 2011-2013, Arpa Lazio ha definito «buono» lo stato di qualità delle acque di Bolsena, ma attualmente, nel 2017, la situazione si è aggravata, probabilmente anche a causa della mancata applicazione da parte della regione Lazio delle misure di tutela previste per il lago di Bolsena, in quanto zona speciale di conservazione (ZSC), ai sensi della direttiva 2000/60/CE recepita con il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;

 

secondo la risposta del Governo pro tempore il recente Caso EU Pilot 6800/14/ENVI avviato dalla Commissione europea discenderebbe da una supposta inadeguatezza del sistema fognario;

 

invece, ad avviso dell'interrogante, la procedura EU Pilot 6800/14/ENVI è stata avviata dalla Commissione europea non per la supposta inadeguatezza del sistema fognario, ma per il fatto ben più grave di non aver emesso, dopo due anni dalla scadenza prevista, adeguate misure di tutela del lago di Bolsena classificato come zona speciale di conservazione. Tali misure, secondo la direttiva INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15655 CAMERA Stampato il 25/02/2017 Pagina 3 di 32000/60/CE recepita con il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, devono essere adeguate per conservare ed eventualmente ripristinare l'habitat del lago come era nell'anno 2007 –:

 

se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e quali iniziative di competenza intenda assumere, anche di carattere normativo, al fine di tutelare lo stato ecologico del lago nel rispetto della direttiva 2000/60/CE, recepita con il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, anche per evitare l'imbarazzante riapertura di una procedura di infrazione ambientale contro lo Stato italiano(Caso EU Pilot 6800/214/ENVI). (4-15655)