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AL MINISTERO DELL'AMBIENTE
Osservazioni ai sensi dell’art. 24 del D.Lgs. 152/2006 relative all’impianto pilota geotermico denominato Torre Alfina nel comune di Acquapendente in Provincia di Viterbo a seguito di ripubblicazione della documentazione integrativa avvenuta il 25/07/16
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Osservazioni al MATTM su Torre Alfina

Terremoti: è meglio evitarli che provocarli

 

            Dai giornali abbiamo appreso che la Presidente Catiuscia Marini ha visitato le zone terremotate dove  si è resa conto di persona dei disastri che causano i terremoti. Ora che il referendum ha congelato il Presidente Renzi, l’On. Abrignani e il Senatore Verdini, la Presidente ha la favorevole opportunità di fare alla popolazione un bel regalo per Natale: negare subito l’intesa per la geotermia a Castel Giorgio.

 

            L’impianto geotermico previsto a Castel Giorgio, preleverebbe in Umbria 1000 tonnellate all’ora di fluido geotermico da sotto il bacino del Tevere con pozzi profondi 1100 metri e, dopo avergli sottratto calore nella centrale, lo riverserebbe raffreddato nel Lazio sotto il bacino idrogeologico del lago di Bolsena con pozzi deviati profondi 2300 metri.

 

            Nel sottosuolo la distanza fra la zona di prelievo e quella di reiniezione è di alcuni chilometri. La società proponente ipotizza che fra la zona di reiniezione e quella di prelievo vi sia intercomunicazione idraulica per cui il fluido reiniettato tornerebbe per via ipogea alla zona di prelievo scaldandosi nuovamente lungo la via di ritorno.

 

            A tale ipotesi si oppone la prestigiosa relazione geologica a firma del Prof. Gianluca Vignaroli et al.  dal Titolo: “Structural compartmentalisation of a geothermal system, the Torre Alfina field (central Italy)” pubblicata sulla rivista scientifica specializzata “Tectonophysics” 608 (2013) pagg 482-498.

 

            Il lavoro degli illustri cattedratici dimostra, in maniera inequivocabile, come i sistemi di faglie parallele e di faglie normali presenti nel serbatoio carbonatico interessato dal progetto geotermico agiscono da barriera impermeabile al movimento orizzontale dei fluidi creando dei “compartimenti stagni”. L’impianto geotermico movimenterebbe volumi enormi: 1000 tonnellate all’ora per 24 ore per 365 giorni per 25 anni. Con grande probabilità si verificherebbe un travaso da un compartimento all’altro, senza ritorno, provocando nel tempo scompensi pressori e termici con conseguenti movimenti delle faglie che favoriscono l’innesco di terremoti. Comunque sia, è d’obbligo il principio della precauzione.

 

            In questa vicenda sorprende la passività dell’opposizione che se non reagisce con una mozione di sfiducia nei confronti della Presidente si renderà complice del nefasto progetto geotermico che espone la popolazione ad un maggiore rischio sismico.

 

Piero Bruni